Dossier donne INAIL 2026: dati sugli infortuni lavoro al femminile

Nel 2026 l’INAIL ha pubblicato il nuovo Dossier donne, un’analisi che approfondisce l’andamento degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali tra le lavoratrici in Italia.

Il rapporto evidenzia un dato particolarmente significativo: l’aumento degli infortuni in itinere, ovvero quelli che avvengono nel tragitto casa-lavoro, una tipologia di evento che ha assunto un peso sempre più rilevante nella sicurezza sul lavoro negli ultimi anni.

In questo articolo analizziamo i principali dati emersi dal Dossier donne 2026 e qual è il loro significato per aziende e lavoratori  in termini di prevenzione, formazione e gestione dei rischi.

Cos’è il Dossier donne INAIL

Il Dossier donne è un report periodico dell’INAIL che analizza gli infortuni e le malattie professionali con un focus sulle differenze di genere. L’obiettivo è quello di evidenziare specifiche condizioni di rischio e vulnerabilità in modo da sviluppare strategie di prevenzione più efficaci e mirate.

Il dossier di quest’anno analizza i dati del quinquennio 2020-2024, includendo anche le evidenze del 2025, con l’obiettivo di supportare politiche di sicurezza sul lavoro sempre più inclusive e basate su dati scientifici. Agli studenti è stata riservata una sezione dedicata.

Il documento si inserisce in un contesto in cui la sicurezza sul lavoro evolve da obbligo normativo a leva per la tutela delle persone e la sostenibilità delle organizzazioni.

In aumento gli infortuni in itinere

Uno degli elementi più rilevanti del dossier riguarda la crescita degli infortuni in itinere. Negli ultimi dati disponibili:

  • le denunce di infortuni nel tragitto casa-lavoro risultano in aumento;
  • cresce l’incidenza di questa tipologia sul totale degli infortuni;
  • si registra un incremento anche dei casi mortali legati alla mobilità.

Nel 2025, le denunce complessive di infortunio sono aumentate dell’1%, ma gli infortuni in itinere registrano una crescita più marcata (+3,2%), trainata soprattutto dalla componente femminile (+3,5%).

Nel 2024 gli infortuni in itinere delle lavoratrici sono stati pari al 27,3% del totale degli infortuni femminili, una quota significativamente superiore a quella maschile (15,7%). Questo dato conferma un cambiamento strutturale: una quota sempre più rilevante del rischio lavorativo femminile si colloca fuori dal luogo di lavoro.

Perché gli infortuni in itinere riguardano soprattutto le lavoratrici

Il documento segnala come i fattori di rischio non siano solo legati al lavoro in senso stretto, ma anche all’organizzazione della vita quotidiana. Tra le principali cause:

  • maggiore utilizzo di mezzi di trasporto per conciliare lavoro e vita familiare;
  • maggiore esposizione a spostamenti frammentati (casa-lavoro-servizi);
  • orari di lavoro che aumentano il rischio negli spostamenti.

Secondo i dati del 2024, il cosiddetto “rischio strada” ha inciso per il 29,2% sugli infortuni in itinere femminili, contro il 19,7% di quelli che hanno visto coinvolti gli uomini.

Nei casi con esito mortale, oltre il 55,7% dei decessi femminili (a fronte del 41,8% di quelli maschili) è riconducibile a eventi verificatisi fuori dall’azienda, come quelli in itinere o su strada. La mobilità quotidiana emerge pertanto come un fattore determinante nella gestione della sicurezza sul lavoro, soprattutto per le lavoratrici.

Il ruolo della prevenzione e della formazione sulla sicurezza sul lavoro

Il report INAIL conferma che la prevenzione non può limitarsi al luogo di lavoro, ma deve includere anche i rischi legati agli spostamenti.

In questo contesto diventano fondamentali:

  • programmi di formazione sulla sicurezza stradale;
  • politiche aziendali di mobilità sostenibile;
  • organizzazione del lavoro più flessibile (es. smart working);
  • sensibilizzazione sui comportamenti sicuri negli spostamenti.

I dati mostrano come uomini e donne possano essere esposti a rischi diversi o reagire diversamente agli stessi fattori. Di conseguenza, la formazione sulla sicurezza deve essere più mirata, tenendo conto di genere, età e condizioni lavorative.

Altri dati rilevanti: infortuni e malattie professionali femminili

Oltre al tema degli infortuni in itinere, il Dossier donne 2026 evidenzia altri aspetti importanti per la sicurezza sul lavoro:

  • nel 2024 sono stati denunciati circa 000 infortuni femminili, pari al 34,9% del totale;
  • i casi mortali sono stati 97, in aumento rispetto all’anno precedente;
  • le malattie professionali denunciate dalle lavoratrici hanno raggiunto quota 23.096, registrando un incremento del 20,9% rispetto al 2023.

Le patologie più diffuse riguardano il sistema osteo-muscolare e il tessuto connettivo; insieme alle malattie del sistema nervoso, queste rappresentano il 95,3% delle malattie professionali femminili, rispetto all’83,3% di quelle maschili.

Per quanto riguarda le cause di infortunio, tra le donne prevalgono i movimenti del corpo sotto sforzo, gli scivolamenti e le cadute, mentre negli uomini gli eventi più frequenti sono legati all’uso di macchinari e mezzi.

Questi dati confermano che il rischio femminile è fortemente legato ai lavori nei servizi e alle attività a elevato carico ergonomico.

La violenza sulle donne

Questo rapporto richiama l’attenzione anche su un tema spesso sottovalutato: le aggressioni e le violenze ai danni delle lavoratrici. Nel 2024, tali eventi hanno inciso per il 5,5% sul totale degli infortuni femminili in occasione di lavoro.

I settori più coinvolti sono:

  • sanità e assistenza sociale (circa il 44% dei casi);Questo rapporto richiama l’attenzione anche su un tema spesso sottovalutato
  • istruzione e formazione (circa 17% dei casi);
  • commercio e recapito della posta (il 4% dei casi).

Questo rischio emergente impone l’adozione di misure specifiche, sia in termini di prevenzione organizzativa sia di sviluppo delle competenze del personale.

Cosa significa per le aziende

I dati del Dossier donne 2026 indicano alle imprese la necessità di un approccio più completo alla sicurezza.

In particolare, le aziende dovranno:

  • considerare anche il rischio in itinere nella valutazione dei rischi;
  • promuovere iniziative di prevenzione legate alla mobilità;
  • integrare la formazione sulla sicurezza con focus specifici per genere;
  • adottare politiche organizzative che riducano l’esposizione agli spostamenti.

L’integrazione di fattori come età, genere e condizioni socioeconomiche nella valutazione dei rischi è ormai essenziale per una gestione efficace della sicurezza sul lavoro.

Perché il Dossier donne 2026 è importante

Il Dossier donne 2026 conferma che la sicurezza sul lavoro non può essere considerata uguale per tutti, ma deve adattarsi alle caratteristiche della popolazione lavorativa. Pertanto, comprendere le differenze di genere nei rischi significa progettare interventi di prevenzione più efficaci e ridurre concretamente infortuni e malattie professionali.

La tutela della salute e sicurezza sul lavoro passa oggi anche dalla capacità di comprendere come cambiano i rischi e di adattare le strategie di prevenzione alle reali condizioni dei lavoratori.